Impianti di misurazione e prelevazione del latte
Impianti di misurazione
Latte prelevazioni
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La catena della RINTRACCIABILITA'
deve permettere di risalire dal prodotto finito alla sua materia prima di origine: dalla fetta di formaggio posta sulla tavola del consumatore al prato dove hanno pascolato le vacche (pecore/capre) dalle quali è stato munto il latte. Ma quanto è sicura una catena il cui anello iniziale è costituito da appunti presi a mano? In altre parole, se non si conoscono con affidabilità, precisione e oggettività i dati di base:
- quanto latte è stato consegnato
- a chi
- da chi
- quando
tutte le elaborazioni successive si basano su fondamenta di sabbia.
L’impianto di misura ACRAM installato sull’automezzo di raccolta (e omologato dall’ufficio metrico) provvede a caricare il latte e contemporaneamente registra, stampa e trasmette alla memoria del centro di calcolo dello stabilimento:
- L’anagrafica del conferente, riconosciuto e identificato dal ricevitore GPS
- Le singole quantità raccolte (precisione migliore dello 0,2%)
- L’ora, la data, la temperatura (e il pH)
- Lo scomparto della cisterna dove è stato caricato ciascun lotto
- La sigla di identificazione del campione prelevato in automatico
Tutti questi dati si inseriranno poi nel sistema informativo aziendale per la rintracciabilità, formando una catena solida e inattaccabile. Non va trascurato poi il risparmio di tempi ed energie che si può ottenere gestendo in automatico l’acquisizione, la stampa e la registrazione dei dati.
I sistemi ACRAM sono fondamenta di roccia: il resto della costruzione spetta ad altri.